UNA VITA CON LA VALIGIA

Dopo un inverno molto tranquillo – si sa, la terra è meglio muoverla quando è asciutta e le gare nei mesi freddi si fermano – le ultime settimane sono state il delirio più totale.

Chi invidia il mio lavoro spesso non prende in considerazione i km da guidare, gli aerei da prendere, le giornate “perse” in viaggio.

Nel 2019, il primo anno in cui ho seguito tutto il campionato del mondo, ho perso 48 aerei in 7 mesi. Ricordo bene il GP corso a Lommel, a metà agosto. La domenica sera rientro in albergo, il lunedì “mattina” sveglia alle 2, due ore di macchina per arrivare ad Amsterdam e da lì il volo diretto per Olbia, in Sardegna, dove mi aspettava la mia fidanzata per qualche giorno di ferie prima di ripartire per il GP di Imola. Una notte di viaggio dopo settimane di gare intense.

Questo ultimo periodo è stato altrettanto impegnativo. Ogni anno a primavera il mondo del motocross e del movimento terra in generale si risveglia e tutti chiedono di essere accontentati in tempi brevi. Il mese di marzo in particolare non mi ha dato tregua. È iniziato con il GP di Mantova, che mi ha tenuto impegnato dal mercoledì alla domenica, per poi passare già il lunedì in cartiera (si, vado a che a fare dei servizi con una pala gommata in una cartiera non lontano da dove vivo) per tutta la settimana. Poi la domenica sera partenza in treno per Acerra, dove ho lavorato il lunedì e il martedì mattina. Mentre mercoledì mattina ero gia a Montevarchi a preparare il tracciato per la prima di campionato toscano. E la domenica, prima di fine gara, partenza e 7 ore di macchina per andare a modificare la pista di Tim Gajser, in Slovenia, con arrivo oltre la mezzanotte. Un’altra settimana di fuoco.

Tosta anche la stagione Mxgp 2020, quella del covid. Stavo fuori due settimane, rientravo il lunedì a metà giornata, tempo di fare una lavatrice e riposarmi un minimo ed il martedì ero già di partenza per altre due settimane fuori. Vi giuro, arrivi a fine stagione e sei fuori di testa completamente.

Credo che non esista un posto bello come la Patagonia. Merita davvero essere visitato. Ma le 40 ore di viaggio, scali compresi, ti massacrano. E’ stato il mio primo Gp, nel 2019. Inizio con il botto ed il viaggio più lungo.

È inevitabile in periodi così fare accumuli di stanchezza e stress fuori dal normale.

Cerco di organizzare tutto al meglio per soddisfare più clienti possibile, anche se non sempre ci riesco.

Con storie come queste potrei scriverci un libro. Magari un po’ alla volta potrei raccontarle, che ne dite?

Ci ri “leggiamo” fra due settimane.

Per avere informazioni su un mio intervento