I COSTI PER APRIRE UNA PISTA

Negli articoli scorsi vi ho parlato di come si dovrebbe mantenere una pista da motocross, di come lavorare il terreno, di come irrigarlo e quali sono i mezzi più consigliati. Successivamente ho mostrato l’iter da seguire per aprire un nuovo impianto, i permessi, le autorizzazioni da richiedere e la procedura per omologarlo.

Andiamo ad analizzare i costi: cerchiamo di capire quanti soldi dobbiamo “tirare fuori” per avere un impianto base funzionante.

PREMESSA: CONVIENE APRIRE UNA PISTA DA MOTOCROSS?

Sono tanti i parametri da valutare, ma molto semplicemente e velocemente proviamo a fare questo conto: in Toscana, in un impianto come quello che stiamo per progettare, possiamo arrivare al massimo in un giorno ad avere 200 piloti. Che, a 25€ l’uno, ci portano 5000€ in una sola giornata.

Allenamento infrasettimanale? Ipotizziamo 40 piloti. Sono 1000€.

Vogliamo aggiungerci un bar/ristorante? Se la pista fa 10, il bar ne fa altri 7. Si raddoppia quasi il guadagno.

A voi le considerazioni.

BUROCRAZIA

ITER AMMINISTRATIVO

Per quanto riguarda la parte burocratica ho chiesto un parere al mio geometra di fiducia e amico. Ha fatto una simulazione indicativa di spesa per la realizzazione di un impianto su un terreno collinare di circa 5 ettari seguendo le linee guida FMI. La procedura da seguire risulta molto articolata: prevede numerosi pareri e studi di fattibilità che variano in base alla presenza di vincoli, alle dimensioni dell’area del progetto ed alla giacitura del terreno.

L’assistenza professionale del geometra riguarda uno studio di fattibilità con progettazione e direzione lavori, la richiesta dei nulla osta comunali e degli enti da interpellare senza la presenza di vincoli oltre che la redazione di una serie di documenti.

Una spesa indicativa riguardante la parte burocratica amministrativa si aggira fra i 15000 e i 18000€.

ITER SPORTIVO

A questa cifra bisogna aggiungere, per la parte sportiva, i costi di omologazione e parere preventivo della federazione: per un impianto di nuova costruzione di 1° livello FMI il parere/visto di conformità costa 675€, cifra che scende a 175€ per un impianto di 5° livello.

L’omologazione invece costa 900€ per un 1° livello, cifra che scende fino a 200€ per un 5° livello.

Abbiamo già il terreno e 15/20 mila euro da investire per aprire una nuova pista? Bene, siamo già a un buon punto, ma manca tutta la parte pratica.

La classificazione di 1° livello FMI si porta dietro una serie di lavori da fare: strutture, lavaggi, elettricità nei paddock, varie aree recintate.

Rimaniamo alle basi e cerchiamo di capire il costo per la semplice realizzazione di una pista da allenamento, sempre su un’area da 5 ettari.

COSTRUIRE UNA PISTA DA MOTOCROSS

LAVORAZIONE TRACCIATO

Una volta ottenute tutte le autorizzazioni si inizia a costruire la pista. Per un lavoro fatto a regola d’arte, con tutte le misure corrette secondo i regolamenti, le giuste pendenze e gli scoli dell’acqua, nell’area che abbiamo scelto il tracciato potrà essere lungo 1500-1900 metri. Questo mantenendo un piazzale di partenza da 40 piloti, le vie di fuga adeguate, le strade di servizio ed un paddock delle giuste dimensioni (circa 2 ettari).

Una pista su terreno collinare è più semplice da costruire, ma non sempre. In pianura invece c’è bisogno di più lavoro per garantire lo scolo delle acque piovane e la costruzione dei salti.

Non prendiamo nemmeno in considerazione l’ipotesi dell’acquisto e trasporto di terra aggiuntiva perché il costo diventa esorbitante ed impossibile da stimare senza avere altre informazioni.

MEZZI

Consideriamo 2 mezzi grandi presi a noleggio (escavatore e bulldozer) con trasporto, il gasolio (300 litri al giorno) e gli operatori. Siamo fra i 1500 e i 2000€ al giorno. Ipotizziamo 15 giorni di lavoro, che in base al terreno possono aumentare o diminuire e siamo a 22500-30000€ per il tracciato. Spese di preparazione del paddock escluse.

Serviranno sicuramente tubi di drenaggio e fognatura difficili da stimare ipoteticamente.

ALTRI LAVORI

RECINZIONE

La nostra pista non è ancora pronta, serve una recinzione e siamo obbligati a metterla per ovvie ragioni. Senza contare la manodopera potremmo stare intorno ai 10000€ per il perimetro esterno della nostra area.

IRRIGAZIONE

L’impianto di irrigazione è fondamentale e va saputo fare. In rari casi il gestore è in grado di farselo da solo, ma voglio essere ottimista e credere che ne sia capace. La cifra spesa sarà raramente inferiore ai 15000€ per un impianto fatto come si deve che non lasci aree della pista scoperte.

E l’acqua da dove la prendiamo? Abbiamo un corso d’acqua, un lago o un pozzo preesistente? Serve una pompa o riusciamo a sfruttare la pressione in caduta, perché magari il lago è più in alto della pista? Altrimenti dobbiamo mettere in conto anche queste cose.

Ora siamo pronti per accendere la moto ed entrare in pista. Abbiamo fatto un grande lavoro per arrivare ad un’apertura agli allenamenti con la possibilità di crescere fino a diventare un circuito di livello internazionale senza dover riorganizzare gli spazi, ma solamente andando a costruire e realizzare le strutture mancanti.

CONCLUSIONI

Sia io che il mio geometra ci sentiamo comunque di dare un consiglio personale. Per cercare di ottenere un successo a livello burocratico, la progettazione di un crossodromo dovrebbe essere affiancata ad uno studio economico a lungo termine (che interessa molto la politica), dovrebbe coinvolgere le attività già presenti sul territorio, sia a livello turistico che commerciale ed avere un’ampia visione sportiva. In pratica il nostro impianto dovrà cercare di essere polivalente e non solo dedicato allo sport del motocross.

Il mio geometra aggiunge: “Mi sento inoltre di dare un mio parere a chiusura di questo conteggio economico fatto anche sulla comparazione di lavori eseguiti con medesima documentazione; sono troppe e troppo onerosi gli iter da affrontare e le porte a cui bussare per realizzare un impianto di motocross in area a vincolo, una pista di motocross oggi vedrebbe le porte un po’ più aperte agli occhi di un consiglio comunale composto principalmente da esponenti politici, sicuramente se inserita in un contesto di rigenerazione o recupero di degrado urbano, in assenza di vincoli, in area pianeggiante dove oltre che essere un vantaggio economico risulterebbe un attenuante per l’impatto visivo.”

Quest’ultima parte spiega anche la tendenza al realizzare sempre di più crossodromi in aree pianeggianti e l’abbandono del “vecchio stile” sui saliscendi.

Sei interessato ad avere un preventivo personalizzato? Contattami e ne parliamo.

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