Pronti per l’inverno?
La preparazione ottimale della pista


Siamo ormai alla fine della stagione del motocross. I campionati sono finiti, oppure siamo alle ultimissime prove per stabilire le varie classifiche. Dopo l’estate e l’autunno, i tracciati ne risentono delle molte moto che hanno scavato il terreno, le rampe e “rovinato” tutte quelle pendenze che di norma, dovrebbero esserci. Anche l’ordinaria manutenzione spesso va ad intaccare l’equilibrio e l’armonia necessaria di una pista da motocross: la terra ormai è più fuori dal percorso che dentro, i rettilinei non hanno più una linea ben definita e le curve non hanno più il loro raggio originario.

Perchè è importante?

Una giusta preparazione invernale va innanzitutto a garantire lo scolo delle acque piovane, il peggior nemico durante l’inverno. Se l’acqua rimane in pista, oltre a metterci troppo tempo per asciugare, se la notte congela diventa poi impossibile o quasi girare in moto il giorno seguente.

Inoltre, è l’occasione giusta per rimettere “in forma” quello che durante l’anno si è rovinato: le rampe e gli atterraggi sono da tirare su, le curve vanno ristrutturate per appunto garantire il maggior numero di traiettorie possibili e allo stesso tempo lasciarle asciutte, che è il punto cardine di questo intervento. Cercare di mantenere la pista più asciutta possibile.

Quali sono i vantaggi?

Come già anticipato l’obiettivo principale è cercare di tenere la pista all’asciutto. Non sempre è facile, ma ci sono varie soluzioni per ottenere questo risultato. A costo di avere il fuori pista completamente allagato, bisogna garantire il maggior numero possibile di aperture.

Ad inizio anno il pilota riprende i veri allenamenti prima del nuovo campionato e andrà a cercare il crossodromo che meglio offre la possibilità di farlo.

Dalla parte del gestore, oltre alle ovvie maggiori entrate, c’è la facilità di manutenzione: è sicuramente più facile ruspare una pista rovinata ma con un buon terreno di una palude.

Ultimo punto, il costo: minima spesa, massima resa. In base alle condizioni pochi giorni di lavoro sono sufficienti a fare uno “stravolgimento” della situazione. Un sollevamento generale del circuito è quello che serve per ottenere questi risultati.

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