Requisiti per aprire una pista da cross


“Voglio costruire una pista da motocross. Che autorizzazioni mi servono?”
E’ una delle domande più frequenti che ricevo.

Nonostante il mio compito riguardi principalmente la parte finale di un lungo processo, cerchiamo di capire insieme come si deve svolgere una procedura che, purtroppo, non è né semplice né veloce.

I tempi variano a seconda dei luoghi e delle amministrazioni locali. Per il Parco Cross il Castello di Sardara per esempio la progettazione è iniziata a settembre 2018 ed i permessi per costruire sono arrivati a giugno 2020, quasi due anni dopo. I lavori di movimento terra sono durati solo 14 giorni.

Questo per dire che per costruire un nuovo impianto la spesa che riguarda il movimento terra in termini di tempi è una parte infinitesimale, e molto probabilmente non è la più alta nemmeno in termini economici.A seconda dell’impianto che vogliamo andare a costruire le spese maggiori andranno a riguardare ovviamente la costruzione delle strutture, gli impianti elettrici ed idraulici, le recinzioni, la burocrazia.

Tornando al tema principale di questo articolo, la Federazione Motociclistica Italiana ha rilasciato qualche anno fa un documento che va ad illustrare qual è l’iter da seguire per la realizzazione di un nuovo impianto, ed è così riassumibile:

ITER AMMINISTRATIVO:

Per prima cosa bisogna verificare se il terreno su cui vogliamo costruire il circuito è compatibile urbanisticamente. Sul piano regolatore dovrebbe risultare sportivo, ma non in tutti i casi. Ci possono essere delle eccezioni da valutare con gli Organi competenti.
Un’altra valutazione da fare è la situazione edilizia: una volta individuato il posto dal punto di vista urbanistico bisogna verificare se l’opera da realizzare è compatibile con la zona in cui si trova per quanto riguarda i volumi edificabili e la densità edilizia.
Un parametro di cui bisogna tener conto è la presenza di vari vincoli: paesaggistico, ambientale, archeologico e idrogeologico.
Infine è necessario verificare presso il Comune di competenza quale sia la documentazione necessaria per ottenere il permesso a costruire. A questo punto serve un progetto dell’impianto.

ITER SPORTIVO:

L’iter sportivo fa passare la procedura fra le mani di CONI e FMI. Il Coni è l’organo principale per il rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione degli impianti sportivi in Italia, e deve richiedere a FMI un visto tecnico.
I due step da seguire sono:

  1. Acquisizione del Parere Preventivo sul progetto da parte del CONI presso la FMI.
  2. Richiesta di rilascio del parere tecnico sportivo da parte del CONI.

IMPIANTI CHE NON NECESSITANO DI OMOLOGAZIONE:

Gli impianti composti solo da un circuito, senza volumi edificati ma costruiti solo con del movimento terra non sono soggetti a parere del CONI ma hanno bisogno solo di autorizzazioni rilasciate dal Comune.
Il documento completo rilasciato dalla FMI è consultabile a questo link

Chiudo con una considerazione ed un consiglio personale.
Le varie “pistarelle” private che alcuni piloti si sono fatti dietro casa, in 95 casi su 100 non sono regolari. Facendone un uso moderato, magari in orari di lavoro, con il benvolere del vicinato ed in zone non “a rischio” difficilmente si incorre in problematiche.
E’ bene sapere però che il rischio è alto, perché il movimento terra abusivo costituisce un abuso edilizio che comporta una denuncia penale. Basta quindi una telefonata ai vigili da parte del vicino stanco del rumore o della polvere ed il gioco è finito.

Per avere informazioni su un mio intervento