Mantova sabbiosa? si, ma quanti anni fa?

Avete visto il Mxgp della Lombardia? Credo sia stata, a livelli di tracciato, una delle più belle gare corse a Mantova degli ultimi anni.

Eppure ci sono state varie lamentele, soprattutto da parte degli spettatori, sulle condizioni del terreno molto più duro del solito. Lo stesso Tim Gajser mi ha detto di essersi sorpreso il sabato e di aver dovuto cambiare tutto il setting della moto, dato che era arrivato pronto per correre sulla sabbia.

Ma Mantova era veramente sabbiosa 20 anni fa. Ricordo quando venivo qua da pilota a correre l’italiano minicross e a fare qualche allenamento invernale perché tutte le altre piste erano allagate. Si parla degli anni 2004-2005 e la pista era veramente morbida. Poi col passare del tempo la sabbia è scesa, è stata riportata altra terra e siamo arrivati ad oggi così.

TERRENO DURO SI O NO?

Il Gp di quest’anno credo sia stato uno dei più belli degli ultimi visti sul tracciato Lombardo per le caratteristiche del terreno. Sto parlando dell’aspetto tecnico, non delle gare più o meno avvincenti. Questa è solo la conseguenza.

Quando si formano canali profondi spesso le traiettorie buone sono due o tre: una o due interne ed una esterna. Quest’anno la pista si è scavata in maniera diversa: le profonde buche in staccata e la quasi assenza di canali hanno fatto in modo che i piloti in curva sfruttassero tutta l’ampiezza del tracciato. Non c’era un punto preciso dove curvare ma la terra smossa garantiva un buon grip quasi ovunque.

La tendenza è quella di criticare sempre le piste con terreno duro. Bisogna sempre fresare ed irrigare abbondantemente. Sono il primo ad amare i terreni morbidi, che si scavano tanto e rendono la pista difficile, ma accetto anche le altre situazioni. In fondo il motocross si corre su ogni tipo di fondo.

Mi è capitato più volte di affrontare il discorso in pista con Joel Smets che ha sempre posto la domanda “chi ha detto che non si può correre sui terreni duri?”

Soprattutto perché in certe condizioni è impossibile garantire di correre sul morbido.

RUSSIA 2019

Ricordo nel 2019 le forti critiche degli spettatori da casa sul Gp della Russia. A qualche amico ho spiegato che in tv non si poteva vedere, ma in realtà avevamo oltre 30 gradi, il sole che saliva prima delle 5 la mattina e scendeva oltre le 9 di sera, circa 30km/h di vento ed un fondo argilloso. A quel punto la critica si è trasformata in un “ah, allora…”

PERCHE’ FRESARE LA PISTA?

Con questo non voglio dire che le piste non vadano preparate e si debba lasciare tutto al caso; è fondamentale un’ottima preparazione pre gara per garantire il più possibile la sicurezza dei piloti ma bisogna anche accettare che non sempre è possibile correre sullo stesso tipo di terreno. Anche perché poi diventerebbe noioso, non trovate?

Per avere informazioni su un mio intervento