L’acqua: gioia e dolore del motocross


Stanchi di arrivare in pista, la domenica mattina della gara, e iniziare con il fango? Prove libere e diretti ai lavaggi. Giusto o sbagliato?

Quando non la concede il meteo, va fatta cadere artificialmente. Almeno così però si può dosare…

Abbiamo parlato di come e quando un terreno va fresato facendo vari accenni all’irrigazione. Cerchiamo quindi di capire come dovrebbe essere un buon impianto di irrigazione e, domanda che sembra scontata, a cosa serve.

L’acqua è l’elemento fondamentale senza il quale un crossodromo non può esistere, ma la pista non si bagna solo per togliere la polvere. Dosata nella giusta quantità e gestita nei giusti orari, permette, nei migliori casi, di ottenere un terreno con un grip perfetto. Avete presente il famoso “pongo” dove si possono contare i segni dei singoli tasselli impressi dopo il passaggio di una moto? Quello che ti sporca la moto giusto con tre schizzi sotto al parafango? Ecco…

Fresa e acqua vanno di pari passo. Se una pista fresata non viene bagnata a sufficienza, abbiamo ottenuto solamente un campo pieno di zolle, dove diventa quasi impossibile stare in piedi. Una situazione piuttosto pericolosa. Per non parlare di quanto sono dure le singole “palline” sparate dai piloti che ci precedono direttamente nelle nostre braccia.

Ovviamente il punto principale è la visibilità che garantisce. Per scongiurare la polvere è fondamentale un buon impianto di irrigazione. Nel motocross non c’è cosa più pericolosa dell’assenza di visibilità. Vedere dove si mettono le ruote, ma anche riuscire a vedere un pilota a terra sono delle condizioni senza le quali dovremmo rifiutarci di entrare in pista. E queste due condizioni purtroppo troppo spesso non vengono rispettate. Capita troppo spesso soprattutto in gare di campionati “minori” di assistere a fatti inaccettabili.

E’ frequente sentire i piloti che si lamentano del fango in special modo quelli che, durante una giornata di gara, sono i primi ad entrare in pista al mattino. Ma bisogna mettersi in testa due cose:

  1. Soprattutto nei mesi caldi, se non si inizia la giornata con il fango, è impossibile arrivare a concludere il programma senza polvere.
  2. Il fango non è pericoloso. Con il fango si va piano, se si cade si scivola sul morbido. Non finirò mai di dire che è la polvere ad essere pericolosa.

Ma come dobbiamo irrigare una pista?

Partiamo dal presupposto che, facendo delle fantasie, l’irrigazione manuale è la migliore. Avendo manichette che garantiscono una copertura totale del tracciato si riesce a bagnare più o meno a seconda di dove il terreno lo richiede. Questo procedimento garantisce appunto il miglior risultato, ma quanto tempo e quante persone richiede? Spesso è impossibile.

Due curiosità.

  1. La pista di Matterley Basin in Inghilterra (in foto) ha un sistema solamente manuale con manichette da vigili del fuoco, pesantissime da spostare…ma che getto!
  2. La pista di Ponte a Egola, oltre all’impianto ad irrigatori, ne ha uno anche manuale. Permette di bagnare dove e quando si vuole molto rapidamente senza magari appesantire il terreno dove c’è già il fango.

Gli irrigatori sono la soluzione più comune. In base alla potenza dell’impianto ne va scelta la dimensione e la portata. Generalmente vengono posti solamente su un lato del tracciato, in rari casi, come al Parco Cross il Castello di Sardara in Sardegna (in foto) vengono messe due linee, una per ogni lato della pista. In questo modo si riesce sempre a coprire la superficie da bagnare, anche in caso di vento.

I cannoni sono usati principalmente nei tracciati pianeggianti del nord Italia, come Dorno e Ottobiano. L’acqua sprecata è tanta perchè con questi si bagna ovunque in un raggio di 50 metri dalla base, ma non è un problema perchè si va a pescare dai canali dei consorzi di irrigazione dei campi agricoli, quindi non manca mai.

La cosa fondamentale è di coprire tutta la pista e non bagnare “a macchie”. Oltre alla polvere, che così facendo resta, si rende pericoloso il terreno. Si passa dal duro secco al viscido all’improvviso. E’ importante quindi progettare in maniera corretta l’impianto che si andrà a creare.

Per concludere…

Quando si bagna?

Non posso svelare ogni trucco, ma le basi sono queste:

  1. Quando il terreno è lavorato. Bagnare sul duro, oltre a rendere il terreno troppo scivoloso e pericoloso, è inutile: l’acqua se ne va e non penetra, asciugando subito.
  2. La sera prima. Così si lascia all’acqua il tempo di ammorbidire il terreno senza creare troppo fango solo in superficie.
  3. Prima che ci sia la polvere. Quando la pista sta già spolverando, è ormai troppo tardi. L’acqua che si andrà a gettare non ammorbidirà più il terreno ma rimarrà in superficie.

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