EUROPA VS USA

Quante volte guardiamo i video delle piste dove si corre il campionato AMA National e rimaniamo incantati davanti allo schermo? E’ un po’ come desiderare i Caraibi per gli appassionati del mare.

Ma cosa hanno di diverso le piste americane dalle nostre? Innanzitutto bisogna guardarsi un po’ più attorno. Gli spazi statunitensi sono enormi. Centinaia o migliaia di km separano una città dall’altra ed è sicuramente più facile trovare aree idonee per realizzare una una pista da motocross. I problemi ambientali che abbiamo in Europa riguardanti il rumore, la salvaguardia delle aree verdi e anche semplicemente tutta la burocrazia sono amplificati.

Più spazio = meno limiti nella creazione di un circuito. Parlo in generale, ma in un continente dove spesso c’è da stare attenti agli alberi, alla strada, ai terreni dei vicini, al corso d’acqua e a tutti i vari parchi naturali progetti è ovviamente più difficile incastrare un impianto che potrebbe richiedere più di 10 ettari di superficie.

Le dimensioni maggiori, unite ad una quasi totale assenza di una cura della velocità media massima, rende possibile creare piste che sembrano autostrade. Tracciati larghissimi, veloci e con salti enormi, sono veramente il sogno. Ma chi pensa al pericolo?

La FMI in Italia impone una velocità media massima di 60km/h, calcolata durante una gara completa. Per quando riguarda la FIM durante il campionato del mondo la media scende a 50. Non ho letto il regolamento AMA, ma le piste sono decisamente più veloci oltreoceano.

Vogliamo analizzare i terreni? Siamo abituati a frequentare tracciati mediamente argillosi. Se vogliamo trovare il morbido dobbiamo andare nel nord Europa: Belgio e Olanda. L’alternativa è la Pianura Padana, che essendo alluvionale ci dà una percentuale di circuiti (quasi) sabbiosi anche in Italia, ma data l’alta densità della popolazione torniamo al problema degli spazi che mancano.

Ovviamente l’argilla e le pietre non mancano nemmeno negli Stati Uniti, ma avete visto quanto è bella la terra dove corrono loro? Decisamente invidiabile. Glen Helen, sempre perfetta nonostante sia situata su una montagna con forti pendenze, Southwick, un saliscendi di sabbia. La più simile alle “nostre”? Forse Unadilla. Terra più dura e con sassi.

Vorrei aggiungere a tutto questo un pensiero personale. Sento spesso i piloti sognatori parlare di quanto desidererebbero mettere le ruote in uno di quegli impianti. Ma in pochi riuscirebbero ad affrontare e “chiudere” tutti i salti realmente. La più “americana” fra le europee, la bellissima Matterley Basin, ne è l’esempio. In tv non rende l’idea, ma i salti sono veramente enormi. Non per tutti. A Glen Helen i salitoni che vediamo durante le gare del National vengono tagliati per gli allenamenti degli amatori.

E a voi quali piste piacciono di più? Preferite le europee o le americane, e perché? Fatemelo sapere, mi raccomando!

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