A volte tocca dire “NO”

Ingaggereste un pilota di Formula1 per poi fargli correre un GP con una 500? Paghereste il miglior macellaio per fargli tagliare delle fette di prosciutto sottili con un coltello non più affilato? Quali sarebbero i risultati?

Semplice. Il pilota, per quanto abile, arriverebbe ultimo (se arriva) ed il macellaio a malapena riuscirebbe a tagliare delle braciole. E quello che hanno fatto vale davvero la tariffa richiesta?

Spesso mi trovo in queste situazioni.

Ho praticamente imparato a fare questo lavoro con mezzi anni ’70/80. Ho passato tanto tempo al Crossodromo Santa Rita a ruspare con ruspa Fiat AD7 ed un escavatore Poclain. Palestre più che mezzi da movimento terra. Tante leve dure, zero sensibilità e cuffie per il rumore in testa per giornate intere. Mi sono fatto le ossa così. Ma mi divertivo ed imparavo.

Sono arrivato a riuscire a garantire un certo livello di professionalità. Mi piace essere il più preciso possibile, cerco di alzare sempre di più l’asta del risultato finale. Quello che faccio deve piacere sia all’occhio, sia a moto e pilota. Questo obiettivo è raggiungibile, sempre più spesso, grazie alle macchine moderne. Con un mezzo da 20 tonnellate si riesce ad aggiungere o togliere un centimetro di terra alla volta.

Dico sempre che, quando vedo un mio lavoro finito, non deve esserci nemmeno una zolla di terra fuori posto.

Quando ricevo una chiamata per un nuovo intervento cerco sempre di avere le macchine più idonee. Nei casi più fortunati gli impianti li hanno già di proprietà, altrimenti vanno noleggiati.

Mi sono trovato più volte a dover rifiutare un lavoro perché i mezzi forniti sono troppo vecchi o non adatti.

“Ma dai Giamma farai sicuramente un lavoro eccezionale”

Sicuramente può uscire qualcosa di accettabile, ma non rispecchierebbe i miei standard. Lasciare un’opera finita male farebbe decadere l’importanza del mio intervento. Per non parlare dell’affidabilità di un escavatore o di una ruspa troppo vecchi. E se si rompe dopo mezza giornata? Chi paga il tempo perso e la trasferta? Con che coscienza posso chiedere quello che in realtà mi spetterebbe? Ne usciremmo sconfitti in due.

E’ questo il punto in cui devo dire NO. A malincuore, perché sono il primo a dispiacersi. E’ il mio lavoro ma resta pur sempre una mia grande passione.

Non dimenticatevi di farmi sapere cosa ne pensate.

Ci ri “leggiamo” fra due settimane.

Per avere informazioni su un mio intervento